consigli ad un giovane fotografo


1 Maggio 2008

Ciao Settimio
mi chiamo Domenico ed ho 22 anni. Scusa se mi rivolgo dandoti del tu, spero tu possa (voglia) non biasimarmi per questo. Sono un appassionato di fotografia e quindi mi sono imbattuto tempo fa nel tuo sito annoverandoti- dopo aver visionato il tuo lavoro – di diritto tra i miei miti. Consulto periodicamente anche il tuo blog e la maggior parte delle volte condivido i tuoi pensieri e le tue perplessità su questo modo alla deriva. Riesco a sintonizzarmi speso sulle tue vedute. Volevo chiederti un parere spassionato e sincero. Non preoccuparti non ti sottopongo foto per cui devi dare un giudizio. Ti sto semplicemente chiedendo un consiglio sincero che spero tu mi possa elargire appena ti ritagli un pò di tempo. Ti dicevo:sono appassionato di fotografia e vorrei tanto fare di questo lavoro la mia futura attività. Ma come diceva un famoso poeta “del doman non v’è certezza” e dunque non sto sottovalutando l’importanza di seguire comunque un percorso di studi, di quelli tradizionali (giurisprudenza). Non so se mi manca il coraggio di affrontare comunque la vita anche senza le spalle coperte oppure non mi ritengo abbastanza bravo per basare tutta la mia vita su una (per il momento tale) passione ma è da un pò di tempo che sono combattuto tra il continuare gli studi oppure tuffarmi a capo fitto appunto nella mia passione (la fotografia). Tu, a prescindere dal lavoro (peraltro di altissimo livello) che svolgi, quale scelta ti sentiresti di darmi. so che di solito la mail la si utilizza per lavoro e non per dare pareri ad un appassionato del genere. Spero, tuttavia che tra i tuoi ritagli di tempo possa trovare un minuto per rispondermi e ed aiutarmi a fugare questi miei dubbi. Tu a che età hai incominciato ad appassionarti al tuo lavoro e quando hai deciso di farne una scelta di vita? Quali e quante difficoltà hai dovuto affrontare all’inizio? Nell’attesa di una tua risposta ti saluto e BUON LAVORO.
Domenico

Ciao Settimio non so se ti ricordi di me (perchè dovresti? però ci provo lo
stesso.)Sono Domenico e se non ricordo male verso dicembre/gennaio ti
scrissi una mail ponendoti dei dubbi esistenziali che pervadevano (e
pervadono) il mio inquieto animo. ben consapevole dei tuoi numerosi impegni
scrissi che non dovevi (se tu non avessi potuto o voluto)rispondermi ma mi
rispondesti chiedendomi il permesso di rispondermi pubblicamente sul tuo
blog ed io ti diedi una risposta affermativa…Non ti avrei riscritto se
quei dubbi fossero nel frattempo spariti od in qualche modo risolti ma
purtroppo così non è stato ed adesso sarei curioso di conoscere la tua
risposta naturalmente senza alcuna fretta e sempre qualora tu lo
voglia…Ciao e complimenti per il tuo lavoro che grazie a internet seguo
costantemente. P.s. Ho visto il tuo concorso per diventare tuo “temporaneo”
assistente ma dato il livello delle proposte pervenuteti e verificando il
livello del vincitore ho rinunciato anche se non nego che mi sarebbe
piaciuto assisterti anche solo per un giorno…vabbè:altro sogno infranto.
Domenicoa

ciao domenico, scusa se non ti ho risposto prima, ma sono veramente sempre molto incasinato.
quello che mi chiedi non ha risposte semplici e veloci, ovviamente, ma cercherò di spiegarti come la penso sull’argomento, e lo faccio qui sperando di essere utile non solo a te ma anche a tutti quelli, e sono tanti, che mi scrivono ponendomi questioni simili.
che poi io sia la persona giusta e adatta è tutto da vedere, senza false modestie. c’è sicuramente chi pensa che io sia un grande fotografo tanto quanto c’è chi pensa che sia una mezza calzetta. sicuramente solo nel primo caso avrei il giusto diritto di dare consigli. io, per l’appunto, non so da che parti situarmi. rompo però gli indugi, e i consigli te li darò. perchè ho una sicura qualità e quella, lo so per certo, non è di tutti: mi guadagno da vivere, e anche discretamente, facendo questo lavoro. mi sembra questa una grossa e importante discriminante.
ma veniamo quindi di andare al dunque…
innanzitutto mi sembra che il discorso vada affrontato più a monte. nel senso che mi sembra di capire che i tuoi dubbi di vent’enne siano soprattutto tra le “certezze” di una carriera sicura, rappresentata da studio/laurea/impiego/lavoro e le incertezze di un futuro dedicato alla creatività.
e con creatività non dico per forza fare il fotografo di moda che gira il mondo fotografando ciò che gli piace, per creatività dico fare nella propria vita un’attività che sia appagante, divertente, piacevole…insomma un’attività dove sia possibile mettere il più possibile di ciò che si è. questo può voler dire aprire un bar, una scuola di vela, una trattoria…o diventare un comico, un musicista, e forse anche un fotografo…
in questo non ho veramente dubbi.
sono assolutissimamente convinto che si debba fare un lavoro che sia ciò che noi siamo.
purtroppo/per fortuna il lavoro è la nostra vita. è ciò che facciamo nella maggior parte del nostro tempo. io sono (almeno finora, perchè “del doman non c’è certezza”) strafelice della scelta che ho fatto quando avevo la tua età. io non capisco proprio quelli che sono felici il venerdì e contano i giorni per le ferie. le ferie?!?! ma le ferie devono essere la vita, non il rifugio di una vita di merda. io sono tanto contento e felice il lunedì come il venerdì.
su questo quindi, lo ribadisco, non ho assolutamente dubbi, bisogna fare ciò che si vuole. attenzione! attenzione!!! sono altrettanto convinto che il “ciò che si vuole” sia assolutamente personale. voglio dire: essere una grande rockstar è una cosa che nell’immaginario collettivo piace a tutti, ma non sono così sicuro che a tutti andrebbe bene fare la vita di una rockstar. apparentemente sì, ma sono convinto che il 90% della persone si romperebbero i coglioni a fare un concerto ogni sera in un posto diverso, e dormire ogni sera in un albergo diverso, e fare ogni sera gli stessi pezzi con la stessa passione ed energia….
insomma, quello che voglio dire è che è molto molto importante saper leggere bene dentro a se stessi per capire veramente cosa una vuole fare ed essere.
magari a te, come a moltissimi altri, va benissimo fare l’avvocato, mica il fotografo…
e qui veniamo allo specifico: se sia il caso di fare il fotografo.
qui le cose si complicano, perchè la risposta non è semplice. innanzitutto c’è un problema, c’è un’incertezza di base: la definizione di fotografo. chiunque parli di una professione la definisce in maniera abbastanza precisa. chi fa il cuoco fa da mangiare per della gente. più o meno gente, con minore o maggiore successo, ma quello fa. e più o meno così per la maggior parte delle professioni. per un fotografo le cose sono un po’ diverse, dice “faccio il fotografo” sia quello che fotografa i porno a budapest e avedon a new york. questo per dirti che esistono infinite e più maniere di fare questa professione. e i suggerimenti nel caso tu voglia fare i porno a budapest sono molto diversi rispetto a quelli che sarebbero da dare nel caso tu voglia, beato te, diventare il nuovo avedon.
sia in un caso che nell’altro però penso siano simili le maniere di approcciare alla professione, che sono le maniere peraltro che ho percorso io.
innanzitutto studiare tanto, conoscere il più possibile. nessuno può diventare grande scrittore se non ha letto centinaia di libri. nessuno può diventare musicista se non ha ascoltato migliaia di canzoni. e nessuno può diventare fotografo se non ha letto tutto ciò che riguarda la fotografia. hai letto “la camera chiara” di roland barthes? hai lettto “sulla fotografia” di susan sontang? hai letto “la fotografia” di ugo mulas? se questi tre titoli non ti dicono nulla già non ci siamo.
se vuoi fare il fotografo devi comprare, rubare, sfogliare tutti i libri di fotografia che esistono in commercio. io a vent’anni compravo vogue italia e mi ricordo perfettamente i meravigliosi servizi di barbieri come se fosse adesso.
studiare, studiare, studiare.
niente e nulla avviene per caso. se eventualmente io domani faccio un bel servizio e perchè vent’anni fa ho guardato e assimilato una gran bel servizio.
dopo lo studiare viene il passo successivo, che è quello di fare gavetta, che vuol dire scattare, scattare, scattare…
io passavo le notti in camera oscura a stampare, e sviluppare e provare, e riprovare. per anni.
poi mi sono affacciato nel mondo del professionismo, e questo si riesce a fare facendo l’importantissimo passo dell’assistentato.
fare l’assistente è già di per sè una professione, ma di questo parlerò magari un’altra volta.
e veniamo al dunque, fare o non fare il fotografo come io faccio il fotografo, diciamo moda/pubblicità/personaggi?
veramente non saprei come risponderti. ti assicuro che non è per niente una cosa semplice. conosco fior di professionisti che non battono chiodo, e non fanno una lira.
anche perchè il problema non è fare un gran bel redazionale, una gran bella campagna pubblicitaria (tutte cose, ne sono sicuro, che ti farebbero felice) una volta e basta, il problema vero è scattare tutte le settimane per anni di fila.
ci sono mille difficoltà, non solo creative, ma gestionali, burocratiche, imprenditoriali…
io lavoro sempre, non ho mai la testa veramente fuori da questo lavoro.
penso sempre e solo a come risolvere i mille cazzi che ho.
alla fine non saprei veramente cosa suggerirti e consigliarti, vere ricette come fare all’inizio veramente non ci sono. anche perchè dipende veramente che tipo di fotografo vuoi diventare e su quale mercato vuoi operare.
la buona notizia è che il mercato è infinito, vastissimo e se ti guardi intorno troverai milioni di fotografie, che qualcuno ha commissionato, realizzato, pagato e comprato.
come iniziare a venderti dipende solo ed esclusivamente da te.
fare il fotografo come io lo faccio, lo ribadisco, non è per nulla semplice: però se senti dentro di te il vero grande fuoco (e se conoscevi i tre libri qui sopra…) io ci proverei.
perchè, nonostante tutto, è una professione meravigliosa.
buona fortuna
e riscrivimi tra vent’anni per dirmi poi come è andata a finire…

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