IMPERIA #02

7 Marzo 2015

Il mio precedente post evidentemente ha colto nel segno, avendo provocato una valanga (onda, meglio) di risposte e reazioni: vedo che solo sul rimando su Imperiapost ci sono più di mille apprezzamenti su FB, con relativi infiniti commenti e condivisioni. Bene! Diciamo che almeno è stato creato un dibattito, che se civile ed intelligente non può che essere utile per tutti. Ringrazio tutti coloro che hanno voluto commentare e condividere il mio pensiero. Grazie!

La prima risposta al mio articolo arriva dal sindaco di Imperia, Carlo Capacci, che ringrazio per l’attenzione. Comincio a rispondere proprio a lui: per rispetto del ruolo e per amicizia.

Caro Carlo, incomincio dalla fine della tua lettera: quando qualcuno mi chiede con quale esposizione io ho fatto una certa fotografia sai io cosa rispondo? Che quella fotografia è stata realizzata con un tempo di esposizione di 1/125 di secondo + 30 anni… 😉

Tu Carlo sei un valido imprenditore che ti sei buttato (con voglia e coraggio ammirevoli) in politica: io sono refrattario anche alle assemblee di condominio. E poi penso che per lavorare sul territorio in maniera positiva si debba vivere in loco e capirsene degli argomenti di cui si parla. Ti ringrazio quindi della tua offerta ma preferisco non accettare. Sono comunque a disposizione, sugli argomenti che conosco, per dare un mio contributo attivo alla città.

E qui veniamo alla seconda risposta, da parte di Maurizio Rainisio: realizzare ciò che faccio io, come lo faccio io, a Milano e in giro per il mondo è impossibile venga realizzato ad Imperia. Non facile o difficile, impossibile. Si potrebbero fare altre cose, inerenti al mio campo e alle mie competenze. Ad esempio è forse bizzarro che io insegni fotografia e comunicazione a Massa Marittima, con compagni di viaggio prestigiosi come Franco Fontana, Giovanni Gastel, Oliviero Toscani…e non faccia nulla ad Imperia. Se ne può parlare! Vorrei comunque far notare, perdonami Maurizio, che ho realizzato due mostre, durante forse l’unico momento veramente internazionale della nostra città, le Vele D’Epoca (manifestazione che dimostra che se si vuole le cose si possono fare e pure bene…),  che ho progettato non come momento di vanagloria personale, ma come possibilità di fare qualcosa per la città: nella prima mostra ho voluto rendere omaggio al nostro mare, facendolo vedere come forse mai è stato visto, con una immagine che poi ho donato alla Biblioteca di Imperia. In quella occasione ho tenuto anche un bellissimo (e gratuito!) workshop di Fotografia per bambini. Per la seconda mostra mi sono ancora più messo da parte, non esponendo alcuna mia fotografia ma cercando di coinvolgere la città, con un’operazione che è stata importante e commovente. Sarai d’accordo con me che sarebbe stato più facile, più efficace e più egocentrico riempire i vari spazi messimi generosamente a disposizione con le varie Canalis, Colombari, Belen, Satta…che ho fotografato nella mia carriera.

Comunque, quello che non vorrei è che la cosa finisse in mugugno generalizzato con l’eterna e infinita certezza che la colpa è del Sindaco, di quelli di Oneglia, di quelli di Porto, dei Marocchini, di quelli del piano di sotto, di quelli del piano di sopra: no, la colpa è solo ed unicamente nostra. Mia e tua, tu che stai leggendo queste righe.

Come ho detto altre volte io sono e rimango a disposizione per fornire ciò che costa poco ma è molto utile: idee, conoscenze e competenze.

Spero tutto questo marasma sia servito. E’ vero, ho usato parole forti, ma nella speranza che il messaggio passasse e arrivasse a destinazione: è questo il mio mestiere, è questo per il quale mi pagano, non semplicemente fare dei click con una macchina fotografica, ma fare in maniera tale che, a volte con una macchina fotografica a volte anche senza, dei messaggi e dei contenuti arrivino a destinazione.

Per quello che mi riguarda reputo, scusate la presunzione, il messaggio arrivato, perché mi basta ricevere una mail come questa per avere la sensazione che tutto questo scrivere non sia stato tempo perso:

Ciao Settimo ho letto il tuo post e purtroppo lo condivido. Ieri sera abbiamo fatto una riunione con i rappresentanti dei diversi circoli, comitati ecc del parasio per cercare di sincronizzare gli eventi e magari crearne di nuovi. Si sono resi disponibili Circolo Parasio, CIV Porto Maurizio, Comitato Sottotina, Confraternita di San Pietro e Confraternita di San Leonardo, Don Ivo. Mi mancano le Caterinette e il circolo di via Carducci. Come dicevi qua le persone sono molto campaniliste ma per me il fatto che si siano radunati e abbiano cenato e deciso per un’organizzazione orizzontale è un gran risultato. Detto ciò ti chiederei se fossi disponibile ad aiutarci. Io sono solo una residente del Parasio che è stata assente per lunghi anni e per questo resta shoccata, come te, da questa realtà. Spero vorrai darci una mano. Grazie. T.

(gentile T. sì, ci sono. Settimio)

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