sanpietroburgo#02


13 Giugno 2003

allora…non so bene neanche da che parte cominciare…le novita’sarebbero tantissime, e temo di dimenticarmi qualche pezzo. comunque: sono ancora a nel ventre della grande madre russia, in questa citta’ che sicuramente ha visto ben altri splendori, ma che certo e’ancora molto bella. giudicare questo posto e’molto difficile: era meglio quando governavano gli zar e tutta questa magnificenza era nel suo massimo splendore, al contrario era meglio quando c’era il comunismo e tutto era democraticamente diviso, nel senso non tutto per pochi ma poco per tutti, o e’meglio adesso dove su tutto e’spalmato un univormismo modernista, che fa perdere ogni identita’culturale ad ogni posto, e dove sanpietroburgo diventa uguale a barcellona, che diventa uguale a bankok, e questo internet caffe’e’identico a mille altri, e dove le lampade al neon richiarano con la loro luce verdognola cio’che prima, 300 anni fa, era illuminato solo da candele. forse ci voleva un punto interrogativo, dico alla fine della frase, ma scordatevi che rilegga quello che scrivo, non vedo l’ora uscire da questo posto del cazzo…
comunque non so, come d’altronde sempre, non so nulla, osservo solo…
per dirne una, ieri scattavamo sulla piazza dell’ermitage, posto meraviglioso, e sulla piazza c’erano dei tipi con le moto, quelle grosse tipo valentino rossi, che facevano le impennate. cosi’, in mezzo alla gente. a pensare che una volta in quella stessa piazza c’erano le carrozza con i cavalli…
il lavoro e’stato un disastro. o meglio spero che non sara’un disastro, ma farlo e’stato pauroso, direi l’esperienza peggiore della mia carriera. arriviamo qui e come prima cosa ci danno un autista che non sa una parola di inglese, solo russo stretto. poi come tutti i cretini che non sanno le lingue pensava che solo urlando, noi avremmo capito cosa ci diceva, e giu’ad urlare frasi incomprensibili…
la prima cosa che dobbiamo fare e’il casting, all’ora fissata andiamo in una specie di centro commerciale anni 70, con le scale mobili ferme, all’ultimo piano ci portano in una specie di aula tipo quelle per le autopsie all’universita’di medicina e ci presentano le modelle e i modelli. dico solo che si e’presentato un modello senza tre dita di una mano.pochissimi, quasi nessuno aveva il book, non parliamo di composit, nessuno parlava inglese, un disastro. usciamo sconsolati, assolutamente non avevamo i modelli, ci serviva un uomo e una donna, per il lavoro.
l’unica soluzione appare quella di contattare un giornale con il quale collaboro, GQ russia, che sta a mosca. li chiamo, loro veramente molto gentili, si offrono di aiutarci, e organizzano un casting per il giorno dopo a mosca. e’un’avventura comrare i biglietti aerei, dico solo che sono stato compilati a mano…solo per compilarli mezzoretta. quindi il giorno dopo, biglietti in mano, aeroporto di sanpiet ed aereo per mosca. vi lascio immaginare l’aereo…arriviamo a mosca, discussione sul prezzo per il taxi, da 1800 rubli arriviamo a 1000 (mezzora per risparmiare 30 euro…)e ci tuffiamo nel traffico caotico, incredibile, spaventoso di mosca. ho visto di peggio solo a bankok. arriviamo negli uffici di GQ, facciamo il cast, e diciamo cosi’, risolviamo i nostri problemi, trovando i due modelli. mille telefonate per confermarli, un gran casino, comunque dopo almeno 4 ore usciamo, almeno per andare a vedere la piazza rossa. dettaglio, dal mattino, o meglio dalla sera prima non abbiamo mai mangiato nulla, ne’bevuto. comunque corriamo verso la piazza rossa, arriviamo e…chiusa! il giorno dopo ci sarebbe stata qualche cazzo di manifestazione e la piazza era chiusa! riusciamo appena a dare una sbirciata, e ci ficchiamo su un taxi di nuovo per aeroporto, altro traffico infernale, anzi peggio di prima, il taxista ci incula dato che questa volta paghiamo 2000 rubli, in aeroporto un caos indicibile, cerchiamo di capire come fare check in, a parte tutto scritto solo in cirillico, tutto un gran casino. dopo un bel po’capiamo che si puo’fare check in solo quando l’aereo sta per partire, e l’aereo e’in uno sconosciuto quanto infinito ritardo. una fame della madonna, mi sentivo proprio svenire, bar, tre panini, li apriamo solo, uno sguardo e sono nella spazzatura…immaginate cosa erano, io che mi sarei mangiato anche il tavolo…non so neanche io bene come ma facciamo check in, orario previsto di partenza ore 23:00, orario di partenza 1:30. arriviamo a sanpiet alle 3 di notte, il nostro autista russo parlante ci aspetta felice, io mi sento morire…andiamo a dormire senza mangiare, anche perche’alle 3 e mezza, ora che arriviamo in citta’dove e cosa vuoi mangiare? la modella sarebbe dovuta arrivare da mosca la mattina dopo in aereo anche lei. dico sarebbe dovuta. perche’non e mai arrivata. MAI!!! noi a telefonare il mattino dopo, la troviamo finalmente tipo a mezzogiorno appena sveglia, ci dice che nessuno la aveva avvisata, e che non poteva assolutamente venire…allora tiriamo fuori l’unica alternativa, un’altra modella che ci piaceva, telefoniamo all’agenzia che secondo il composit la rappresentava, e loro dicono di non conoscerla!
almeno siamo traquilli per il maschio, ci assicura che arrivera’il giorno dopo in treno, alle 9 del mattino. la giornata continua per trovare la modella. il giorno dopo aspettiamo il maschio. arriva a san piet alle 2 del pomeriggio. con questo piccolo ritardo. continua la ricerca della modella. la troviamo. dice di poter venire. ma solo con il marito. e venga con il marito. dice che va a comprare il biglietto per l’aereo. lo compra. va all’aeroporto. nonostante il biglietto in mano non la fanno partire. torna a mosca. prende il treno. un incubo. mille telefonate. grazie serghiei per il tuo aiuto!
avevo chiesto un assistente, mi arriva un ragazzoto che non conosce una parola di inglese. chiediamo un nuovo autista che abbia il dono della parola, e ci mandano una autista donna che…non sa una parola d’inglese.
AAHHHAHHAHAH
la truccatrice si mette a lavorare con la modella, e per piegarle le sopraciglia usa…un coltello! giuro!
ragazzi…un vero disastro…
e mi scordo od ometto decine di cose…cellulare rubato…pulmino senza tende, e come si cambia la modella?…lamentele di tutti…un csino…
e tutto questo ha come unico comun denominatore la luce…mi sembra di essere nel bel film di nolan, il regista del grandissimo film memento, insomnia, dove al pacino non dorme mai: qui c’e’sempre luce, e’assolutamente normale scattare fino alle 11 di sera, e poi si smonta e poi si cena all/ una di notte e poi si va in giro e si va a dormire alle tre di notte, ma sempre con la luce…
dove cazzo siete giorni delle grigliatine di pesce ad ibiza, qui un cazzo di cibo pesante, zuppe di cavoli, vi dico solo che la cucina piu’leggere e’quella dell’uzbekistan…
adesso il catalogo e’, nel bene o nel male, fatto, il resto della truppa e’partito, e io sono rimasto qui solo, per fare due giorni di shooting per il GQ russo, e’il minimo per tutto quello che hanno fatto per noi. sono le nove di sera e fuori cé’il sole, e ho appena mangiato. il pranzo, non la cena… sono confuso, stordito, questa sera dovrei scattare, in notturna…
italia, dove sei?

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