TRE STELLE MICHELIN

11 Ottobre 2011

è già uscito da qualche settimana, ma mi sono reso conto solo ora di non averlo mai postato: per SETTE, il settimanale del corriere della sera, sono andato in giro per l’italia per fare il ritratto dei sei chef con tre stelle michelin, il punteggio massimo della celebre guida.

è stato meraviglioso e a volte addirittura commuovente vedere l’eccellenza più eccellenza del mondo al lavoro, andare a curiosare nei backstage dove le brigate di cucina si muovono in sincronia perfetta e professionalità incredibile, e (non ultimo!) in quasi tutti i posti assaggiare pasti incredibili e vini meravigliosi.

se è (come è!) l’italia il posto migliore al mondo per mangiare bene, essere stato nei sei migliori ristoranti d’italia è stata un’esperienza veramente pazzesca.

per risolvere iconograficamente questo lavoro ho fatto costruire dal mio fabbro tre vere stelle michelin, in ferro battuto. le ho usate non solo per “legare” le sei immagini, ma anche per rendere l’atmosfera della fotografia un po’ più ironica e scherzosa rispetto a come normalmente vengono fotografati gli chef famosi.

questa la copertina:

questa l’apertura del servizio:

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visto che ci siamo provo anche io a fare una sorta di lista di preferenza dei quattro ristoranti dove ho mangiato, a parte che sono stati tutti veramente eccezionali.

direi il mio preferito è stato il pescatore, in provincia di mantova. solo il fatto che le tre persone che reggono le stelle siano nonna, mamma e nipote la dice lunga sulla incredibile unione di tradizione e novità, sperimentazione e sicurezza, passato e futuro. ho visto cuocere patate fritte una a una. ho mangiato e bevuto provando emozioni che venivano dal mio DNA (i benedusi sono originari di mantova!). l’italianità più solida con uno sguardo internazionale: aspetto di una trattoria di una volta, ma con eliporto.

commuovente.

Al Pescatore

altrettanto “familiare” il ristorante al sorriso, provincia di novara. funghi ripieni di funghi pazzeschi. risotto incredibile (io amo il risotto, lo preferisco pure alla pasta). piccolissima brigata di cucina. anche qui, come al pescatore, lo chef è una donna, il che rende il tutto più normale, più familiare. e quindi più buono.

Al Sorriso

le calandre, a padova. grandissima cultura e sapienza quella nelle mani di alajmo, lo chef. ricerca pazzesca di materia prime, spezie, prodotti. incredibile fantasia, che ridà nuova vita ai piatti della tradizione e del territorio. tutto meraviglioso. ristorante tanto bello dentro quanto brutto fuori, si trova infatti su uno stradone da overdose di psicofarmaci. peccato. ma merita la visita, nonostante lo stradone…

Le Calandre

a bergamo da vittorio. grande ristorante (in tutti i sensi), con una tradizionale e insolita specialità per il pesce. ho mangiato un fritto misto di pesce che non ho mai mangiato in liguria. per i miei gusti un po’ troppo ristorantone, un po’ da riunione settimanale del rotary. ma assolutamente fantastico. se vi viene voglia di pesce eccezionale in nord italia e lontani dal mare, venite qui

Da Vittorio

negli altri due ristoranti, l’enoteca pinchiorri a firenze e la pergola a roma, non ho invece mangiato

Enoteca Pinchiorri

La Pergola

PS: sì, per fare questo lavoro mi hanno pagato… 😉

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