TWO BOYS

29 Ottobre 2013

Ieri abbiamo scattato in un posto molto bello: un negozio di fiori con cucina.
Tanto per dire facevano loro l’impasto per il pane degli hamburgers. E bellissime e buonissime torte, quelle alte tipo Nonna Papera.

Lì vicino, eravamo a circa un’ora da Cape Town, c’era una scuola, di quelle belle e affascinanti come le belle e affascinanti scuole britanniche possono essere.

Da quella scuola ad una certa ora sono usciti gli studenti, elegantissimi nelle loro divise: sembravano provenire veramente da un’altra epoca.

Verso la fine ne ho visto arrivare due, chiaccherando tranquilli e beati.
Che ricordi meravigliosi! L’uscire da scuola e con il tuo miglior amico camminare, parlando del più e del meno, verso casa!

In un attimo li ho fermati.
“Sorry, i am a famous italian fashion photographer, can i shoot a portrait to you?” (essere un po’ sborroni a volte non solo aiuta ma è necessario…).
Loro hanno sorriso guardandosi e hanno detto: “Yes!”

Si sono diligentemente aggiustati la divisa, messa a posto la cravatta, tirate su per bene le calze e si sono fatti sistemare dove li ho piazzati.

Mentre li mettevo in posa continuavo a chiaccherare, per conoscere di più e meglio di loro e della loro vita da giovani studenti.

Quattro (4) click con il mio iPhone e abbiamo fatto.

Ho scattato già in formato quadrato perchè mi piaceva l’illusione di stare scattando con la mia Rolleiflex.

In un minuto ho ritoccato, sempre con iPhone, e ho mostrato ai loro occhi sgranati e stupiti il risultato.

Questo penso sia il bello della fotografia: che ti dà il pretesto e l’opportunità di costruire situazioni che come collaterale conseguenza hanno quella di essere anche fotografabili.
La fotografia non per riprodurre la realtà ma per creare nuove realtà o almeno enfatizzarne una parte.

La fotografia come mezzo, non come fine: temo che spesso sia il contrario.

E alla fine questa la mia immagine di due adolescenti sud africani del 2013:

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