BY ANTONIO

23 Settembre 2009

uovo_sabotino

ognuno ha i followers che si merita, e a me piace pensare che chi segue me, i miei lavori e il mio blog sia un figo pazzesco…

😉

proprio oggi, che non sapevo ben che pesci pigliare per rispettare l’impegno preso di realizzare il mio quotidiano post e mi trascinavo tra piazza del duomo/l’inaugurazione di gastel e il boscolo hotel, mi ha scritto antonio, che in verità non conosco personalmente, che ha voluto completare una mia fotografia con alcune righe, che mi sono sembrate scritte bene e coerenti con la storia che a suo tempo ho voluto raccontare quando scattai questo servizio.

la fotografia che antonio ha “raccontato” è questa qui sopra e le sue parole sono queste:

Perchè? Mi chiedi un perchè?

Perchè? Non era forse vero che dovevamo cullarci nei nostri discorsi

ragionevoli di condivisione e levigarci la pelle di belle cose? Così

dicevi, così mi dicevi, riguardati con un occhio all’inizio. Come dici?

Non mi giro. Zitto…parlo io ora!

Ecco, mi sono stufata del tuo esistenzialismo da bignami, delle tue

nevrosi, dei tuoi starsene al calduccio del bastiamo noi.

Mi sono stufata del tuo nichilismo mascherato da genio depresso, da star

solo dentro il tuo soggiorno sulla quale sta per ricominciare a piovere.

E forse mi sono stufata anche di questa tua città di merda nella quale

non fa altro che piovere.

Zitto, lasciami parlare, perchè devo-parlare-oggi. Mi vien voglia di

vomitare.

Odio il tuo essere troppo intellettuale e cervellotico, le tue paure, il

tuo marasma confusionale degli sbotti di ogni mattina. Volevo volare, mi

hai solamente devastata, con il tuo ingombrante ci sono io, il tuo

lavoro, i tuoi ci-penso-io-stai-tranquilla del cavolo.

Come, dici che sono fragile? Osi dire che la mia crisi di nervi è pura

fragilità e che devo sedermi?

Non mi siedo, non mi calmo. Anzi, ora sai che faccio?

Esco. Esco anche se cadessero blocchi di cemento dal cielo! Farebbero

sicuramente meno male del tuo assurdo stare calmo e ragionevole e

comprensivo con quella faccia di superiorità alla cosa che ti ritrovi, e

che non ha fatto che fare da sfondo, sempre, ai nostri momenti difficili.

Non ne posso più. Sei un bugiardo, uno statico bugiardo. Con me e con te

stesso.

Me ne vado…la mia vita non può essere questa, così, senza finestra.”


by antonio pintus


e bravo antonio!

grazie!

settimio

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