cape town_02/tecnica


25 Aprile 2006

spesso e volentieri mi si chiede di questioni tecniche, di macchine fotografiche, di computer, e quant’altro.
sono argomenti dei quali non mi importa nulla ma che reputo importantissimi.
trovo che la tecnica, per un fotografo e per qualsiasi altro creativo, non abbia nessuna rilevante importanza ma nel contempo sia fondamentale.
è un po’ come per chi deve scrivere, l’uso corretto della grammatica e della sintassi non sono importanti ma diventano fondamentali per scrivere un bel romanzo. importanti sono le idee e le emozioni.
quindi venendo, una volta per tutte, alla tecnica con la quale io lavoro:
scatto quasi sempre con una canon eos 1 ds mark 2, che trovo una macchina straordinaria. è veloce, potente, solida, con un autofocus precisissimo e super affidabile. trovo antistorico ed anacronistico non usare il digitale, che reputo meglio della pellicola sotto ogni punto di vista. sicuramente andare in giro con una carrozza trainata da tre cavalli bianchi è più affascinante che non girare per milano con il motorino. ma il motorino è immensamente più comodo, veloce, efficente e, non ultimo, economico. quindi io giro con il motorino e scatto in digitale.
il sensore della canon è sufficentemente grande per avere dei files da 46 mega, più che sufficenti per la maggior parte delle esigenze. con questa macchina ho fatto anche fotografie poi stampate sei metri per tre: nessun problema.
non ho mai usato in vita mia un pannello riflettente in esterno.
nella maggior parte dei casi scatto con un obbiettivo normale, il 50mm.
mi piace avere un punto di vista “umano”, il “nostro” punto di vista.
è molto raro che usi il cavalletto.
insomma scatto in maniera molto molto semplice.
per semplificare ulteriormente (il semplificare è la mia prima esigenza…) scatto in jepg alla massima qualità. questo mi permette di avere dei file compressi abbastanza leggeri. scarico tutto tramite schede da due giga sul mio portatile MAC. inutile dire che i MAC sono infinitamente meglio dei PC.
da pochi giorni ho un nuovo macbook pro. mi sembra ottimo e molto veloce. per una prima scelta delle immagini le apro con il programma “iwiev media pro”. è velocissimo ad aprire anche molte fotografie.
una volte scelte, apro le immagini con, ovviamente, photoshop.
inutile dire, ma lo dico, che photoshop è l’unico software adatto per il ritocco e l’elaborazione delle fotografie.
è importante avere molta ram sul MAC, per riuscire a lavorare bene: sul portatile ne ho due giga, sul G5 in studio 8 giga.
ritocco le immagini mantenendole sempre in RGB, affidando la conversione in quadricromia al fotolitista.
e poi? e poi basta! io penso che maggiore sia la semplicità, e maggiore sia la sicurezza di un buon risultato.
come non mi stancherò mai di dire, penso che quello che conti siano le idee e le emozioni che ci sono dietro alle tecniche.
è fondamentale conoscere perfettamente la tecnica per dimenticarla, per poter far parlare senza intoppi le nostre emozioni, tutto il resto è e resta sterile accademia.

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