DOMENICO

23 Febbraio 2011

è vero, i fotografi hanno insane preferenze e tentazioni. una delle tante è fotografare i freaks, gli emarginati, i pazzi. ad esempio era di gran moda, negli anni settanta, andare a fotografare i matti all’interno dei manicomi. o anche l’inevitabile tendenza di spettacolarizzare ed enfatizzare il dolore per coloro che fanno reportage.

come sempre probabilmente dipende dal come e dal perchè le cose si fanno.

questo inutile preambolo per presentarvi Domenico, che passa davanti al mio studio praticamente tutti i giorni.

l’ho fatto entrare da me e gli ho fatto un ritratto. dopo mi sono fatto un po’ raccontare la sua vita:

nasce a milano nel 1968. fino a pochi mesi fa era centralinista in una ditta, che però ad un certo punto ha deciso di “delocalizzare”, chiudendo. tutti sono stati mandati a casa dall’oggi al domani. da quel momento ha perso ogni guadagno.

vive con la mamma, che ha la pensione minima. a causa di una truffa (un finto corso di informatica) ha un debito di 7.000 euro, che vuole assolutamente saldare.

ha fatto 13 operazioni, alla testa, appena nato, alle gambe, alla schiena.

esce di casa al mattino alle 7:30 e cammina verso porta romana fino alle 7 di sera. la domenica va invece in stazione centrale.

facendo l’elemosina. e incassando mediamente 30 euro al giorno.

è un grande appassionato di computer, ma ha dovuto vendersi quello che aveva.

sostiene di aver trovato, con questa sua nuova “attività” tanti amici.

“non ho nulla di cui lamentarmi, se mi lamentassi sarei stupido, sarei un ipocrita”

lui è Domenico. ogni volta che lo vedo mi fermo a fare due chiacchere, ed è sempre piacevole.

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