FORZA, ITALIA

17 Marzo 2011

ieri sono andato, finalmente, a visitare il museo del novecento, da poco aperto a milano in piazza del duomo: quello che ho visto penso possa essere una valida sintesi dei problemi sia dell’italia (di cui oggi festeggiamo i 150 anni) e sia della fotografia (italiana!).

-il museo è un gran casino. sarà che io sono scemo, sarà cosa sarà ma mi sono perso più volte, entrando dall’uscita e uscendo dall’entrata, salendo e scendendo dalle scale mobili come se fosse un centro commerciale, o camminando su e giù in una rampa in salita come se fosse il guggenheim meneghino…insomma, lo ribadisco, un gran casino.

CONFUSIONE ED APPROSSIMAZIONE

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-all’ultimo piano c’è un famoso ristorante, con tavolini con vista spettacolare. un foglietto scritto a cazzo di cane ed attaccato con lo scotch dice che quello spazio è riservato solo ed unicamente ai (ricchi) fruitori del ristorante, gli altri che si tolgano dai coglioni.

CORPORATIVISMO

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-però è un’esperienza e una visita da fare: lo è perchè la location è meravigliosa e lo scenario, che quasi inconsapevolmente ci accompagna, è bellissimo.

BELLEZZA

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-e ne vale la pena per le opere lì esposte, ci sono fontana, boccioni, balla, schifano, morandi, marinetti…insomma tantissimi artisti italiani che, nonostante tutto, sono riusciti a creare un’arte nuova, moderna ed originale. c’è lo straordinario “quarto stato” di pellizza da volpedo, quadro tanto rivoluzionario quanto simbolico. insomma, ci sono grandi artisti e grandi opere.

FANTASIA ED INTRAPRENDENZA PERSONALE, NONOSTANTE TUTTO

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-in un museo del novecento è legittimo aspettarsi la presenza di un’ arte che nel novecento ha avuto la sua consacrazione: la fotografia. e non è vero che io lo dico e voi fate così con la testa (su e giù…) perchè siamo fotografi, è così perchè così lo dicono i libri di storia dell’arte! giusto? giusto!

e infatti ci sono, alla fine dell’esposizione, esposte delle fotografie. 4. esatto: quattro! e nessuna di un italiano: sono di grandi autori (laszlo moholy nagy, robert frank, harry callahan e il quarto non lo ricordo…) ma nessuno italiano! solo per nominarne uno, visto che siamo a milano e visto che ha fotografato tantissimo gli artisti, anche qui esposti: ugo mulas???? NO!!!! non c’è!

ESTEROFILIA

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ecco, questo è quanto.

io però, quando sono in giro per il mondo, penso sempre con grande affetto e tenerezza all’italia e a quegli stronzi (me compreso!) di italiani. e quindi ho voluto mettere la bandiera italiana fuori dal mio studio.

e, nonostante tutto, voglio dire: forza, italia!

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