LA SCALA DI MILANO

14 Agosto 2012

e già, ho usato una scala per  il mio-oramai consueto-omaggio alla milano  di ferragosto sul corriere.

ma andiamo con ordine.

oggi, 14 agosto, è uscita la mia pagina sul corriere della sera dedicata al mio “solito” reportage ferragostano sulla mia città d’adozione.

questo il testo che ho scritto per il corrierone:

Continua quella che sta diventando una tradizione di ferragosto: il mio reportage fotografico sulla Milano durante questi giorni di vacanza estivi, che la trasformano completamente, rendendola, ai miei occhi, ancora più bella e interessante. Avevamo cominciato due anni fa realizzando i ritratti di coloro i quali avevano deciso, abitandoci o no, di essere turisti in questa città. L’anno scorso invece i ritratti sono stati fatti ai milanesi che avevano scelto, per scelta o per necessità, di passare qui le vacanze, nel “mare” locale, l’idroscalo. Quest’anno abbiamo deciso che il ritratto era da fare a Lei, a Milano. Quella Milano che la maggior parte dei suoi cittadini è abituata a vedere piena di traffico e persone, sempre di corsa. Quella Milano che ad agosto si svuota, e che finalmente ci mostra i suoi spazi normalmente così pieni magicamente deserti. Ho preso una scala (per avere sempre lo stesso punto di vista e per averlo anche leggermente insolito) e sono andato in centro: piazza Duomo, piazza Scala, via Montenapoleone, corso Vittorio Emanuele…e ho fotografato Milano, nella sua insolita calma, nella sua celata bellezza.

questa la pagina:

e queste tutte le immagini realizzate, comprese quelle non usate:

so che non sta bene dirlo, ma lo dico: questo lo reputo uno dei miei migliori lavori, o almeno a me piace tantissimo.

mi piace questo surrealismo, questa mancanza di parametri temporali (a parte alcuni dettagli, potrebbero essere immagini fate 10/50/100 anni fa…) che rendono questo lavoro una sorta di archeologia della percezione, dove tutto, pur nella precisione del punto focale nel centro dell’inquadratura, perde un vero e proprio orientamento per diventare quasi uno stato della mente e non più realtà. una realtà talmente surreale da diventare quasi irreale…

buone vacanze!

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