l’infinito e la bellezza


24 Maggio 2003

e allora? dove cazzo sono finito? debbo dire che mi sono mancato, in questo teatrino dove sono attore e spettatore unico. tra l’altro conoscete l’anagramma di teatro? è attore! gli anagrammi spesso rivelano dimensioni interessanti…
tutto procede, siamo vivi, e questa forse è l’unica certezza, perchè tutti noi siamo belli e brutti, buoni e cattivi, gentili e maleducati, e quindi siamo tutto e niente. unica certezza quella di esistere. cogito ergo sum. l’hanno già detto qualche secolo fa…
l’illusione di essere liberi, l’illusione di appertenere a qualcuno o a qualche idea, l’illusione di poter modificare ciò che ci circonda, quando siamo piccoli esseri che abbiamo solo bisogno di deboli certezze per testimoniare innanzitutto a noi stessi di esistere.
la solita musica che va, le solite senzazioni, possiamo veramente pensare di aver mai provato la paura, il rischio, l’abisso?
basta semplicemente sopravvivere, o è necessario vivere?
troppe domande, ora proprio nessuna risposta…
andate tutti a cagare!

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