SLAM

13 Gennaio 2020

Bellissima avventura quella per Slam, nella mia Liguria: è in verità passato un po’ (sono mesi belli tosti!), ma sono sempre in tempo per raccontarla. Era il maggio dello scorso anno, il 2019, e sono stato incaricato dall’agenzia Zero Starting Ideas, da Federico Repetto e, ovviamente, dalla Slam di raccontare i 40 anni di questa gloriosa azienda genovese.

Questo il testo che ho scritto per il loro magazine.

Sono nato in Liguria, ad Imperia. La Lega Navale di Porto Maurizio era il luogo delle amicizie, del cazzeggio e dello sport (più per gli altri, sportivo io non lo sono mai stato…). 

Prima si è imparato ad uscire con gli Optimist, poi con i 420 e alla fine con il 470. Io in verità avevo sempre un po’ paura; il vento forte, le onde alte e le grandi mareggiate mi affascinavano più nei racconti che leggevo sui libri piuttosto che nella realtà.

Chissà quante volte ho letto e riletto “Un vagabondo nei mari del Sud” di Moitessier, già affascinante fin dal titolo! Viaggiavo così, navigando sulle pagine dei libri.

Poi a 20 anni sono andato a Milano, con il sogno di diventare fotografo professionista: temo di essere così diventato ancora meno velista, pur continuando a navigare incessantemente in tutti i mari del mondo, da quelli più pacifici ai terribili 40 Ruggenti. Non avete idea di quante volte abbia già circumnavigato il terribile Capo Horn, addirittura controvento!

Potete quindi immaginare la mia felicità quando sono stato chiamato dalla Slam (quelli bravi, quelli che veramente andavano in mare mentre io leggevo, avevano sempre e solo le loro fantastiche cerate!) per celebrare i loro primi 40 anni.

Tra l’altro con un progetto di stupefacente intelligenza e generosità: un omaggio a Genova, attraverso un racconto fotografico delle facce che la abitano e che lavorano nelle sue incredibili eccellenze.

E’ stata una settimana meravigliosa, ricca, commovente, emozionante: grazie Genova, grazie Slam!

Questo il video che è stato fatto prima dell’inizio del progetto:

Per questo progetto ho lavorato in maniera diversa dal solito, usando un obiettivo relativamente lungo, un 200 mm, per avere solo ed unicamente il volto, rinunciando a ogni possibile posa sdolcinata ed enfasi ruffiana: la faccia e basta, come una sorta di carta di identità.

Puro faccismo!

Ecco qualche ritratto:

CARTOLINE DA GENOVA

Faber!
Era scritto dappertutto!
Appunto…

Il cubo appena montato e tutto vuoto a palazzo Ducale

La prima stampa affissa, il Sindaco Bucci
Le meravigliose ragazze e ragazzi del Liceo D’Oria (e già, si scrive così)
La preside del Liceo

Coda per farsi fotografare
Selfone con sindaco!

Cubo completo! (dentro le stampe non ci stavano più e allora abbiamo deciso di metterle anche fuori!)

BACKSTAGE by Ginevra Scialpi

Grazie a tutti, belìn: è stato bellissimo.

venuto dal sole o da spiagge gelate 
perduto in novembre o col vento d’estate io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai 
amore che vieni, amore che vai 
io t’ho amato sempre, non t’ho amato mai 
amore che vieni, amore che vai

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