CORRIERE DELLA SERA

21 Settembre 2012

il corriere della sera mi ha chiesto un pezzo su ciò che penso delle modelle. capisco che sia un argomento di importanza fondamentale per i destini dell’umanità, e quindi copio e incollo ciò che è uscito ieri sul blasonatissimo giornale milanese:

È opinione comune che una modella debba essere bella. Anzi, più che un’opinione comune, addirittura una scontata banalità! Quale altra qualità dovrebbe infatti essere richiesta a una modella se non la bellezza? Ma dal mio punto di vista, quello di un fotografo di moda professionista, la verità non è esattamente questa.

Tralasciamo la questione dell’oscillazione del gusto (legata a infiniti fattori, non ultimi anche quelli economici), per cui ciò che è bello oggi non è detto che sia bello in assoluto, ma cerchiamo di capire quali siano, in un certo standard condiviso di bellezza, le qualità necessarie per una modella. Per meglio spiegare ciò fatemi fare una veloce premessa su cosa sia un servizio fotografico di moda e in parte anche una sfilata: sono il tentativo non solo di mostrare dei vestiti, ma soprattutto quello di raccontare una storia attraverso l’utilizzo dei vestiti stessi. Naturalmente il racconto deve essere funzionale agli abiti, così come essi stessi lo devono essere alla storia: un gioco a due, dove il fine è quello di costruire una sorta di rappresentazione teatrale che possa diventare piacevole ed interessante per lo spettatore. Così come nel teatro ci sono le attrici, in un servizio fotografico ci sono le modelle, che devono calarsi in un ruolo e fare in maniera tale che risulti efficace. La modella non sarà mai solo bella o brutta, ma soprattutto giusta o meno giusta per un certo ruolo. A questo punto risulta evidente che la gestualità e l’interpretazione saranno migliori se filtrati da intelligenza, cultura, talento, esperienza e ovviamente anche bellezza.

Sembrerà strano, ma vi assicuro che, per un professionista come me, è molto meglio una modella brava piuttosto che una modella bella!

PS: (e comunque per me avere pur tre righe strampalate sulle stesse pagine dove scrivono Ettore Mo, Beppe Severgnini e soprattutto Gian Antonio Stella mi riempie d’orgoglio!!! :-))

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