LAMPOON

15 Giugno 2015

DUE PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE

Roberta e Andrea, come due attori che provano una parte di un’ipotetica pièce teatrale.

Il palcoscenico è il mio studio.

Assi di legno per terra.

Luce naturale da una grande finestra rivolta a nord.

Come nel teatro tutto senza rete, senza possibilità di rifare nulla, tutto live: decidiamo infatti, in tempi di digitale e photoshop, di scattare con una macchina fotografica degli anni ’50 (la Rolleiflex che era di mio papà!) e pellicola.

Questo vuol dire non potere verificare cosa si sta realizzando, non avere alcun conforto da uno schermo di un computer o di un programma di fotoritocco: è necessario unicamente farsi guidare dalle emozioni, dagli sbalzi di umore, dai corpi che si muovono spinti dalle sensazioni.

I miei due attori non hanno un copione. Non c’è un filo logico. Non ci sono un inizio e una fine: si muovono sul set come per seguire un loro copione, un loro filo logico, che prevede un inizio e una fine che solo loro due conoscono.

Danzano sul baratro dei sentimenti, sfiorando il precipizio: è questo ciò che io voglio, è questo ciò che mi piace.

Perché, io ne sono convinto, “se vuoi scoprire nuove terre devi affrontare e attraversare l’ignoto.”

Roberta e Andrea l’hanno fatto.

 

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Non è una questione ideologica così come non è neanche una questione tecnica: forse semplicemente ne avevo voglia.

Forse mi sembrava avesse un senso dare un segnale, in tempi di ore di Photoshop, che può essere importante la verità della pellicola piuttosto che la finzione del digitale. (che poi quale verità, e bla bla bla, sull’eterna questione del vero/falso in Fotografia.)

Comunque, mi andava. E l’abbiamo fatto.

Potete trovare il tutto, compreso un bel video, sul sito di Lampoon.

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