tra milano e firenze, in treno


21 Giugno 2007

tornato da berlino e subito di corsa a fare mille cose.
tra le altre, ieri sono dovuto andare, partendo la mattina e tornando la sera, a firenze, per il pitti. ci sono andato in treno.
penso che un po’ di ore su un treno rappresentino una “fotografia” salutare e opportuna di come sia la “gente”. che poi, si sa, gli altri siamo noi, quindi qualche ora di specchio è sempre opportuna.
e come siamo?
un disastro:
-per prima cosa si sa che nei treni a lunga percorrenza i posti sono prenotati ed assegnati. che ci sia uno che stia nel suo cazzo di posto. “signora questo è il mio posto” “si metta al posto mio, tanto è lo stesso” ma il suo posto è occupato da un’altro…e via così, in un domino di scambi di posto…
e se uno vuole il proprio posto lo guardano come un rompicoglioni fiscale. sì, sono un rompicoglioni fiscale, ma voglio il mio cazzo di posto!
-tutti, dico tutti, hanno la cazzo di suoneria del cazzo di telefonino fortissima, quello suona, tutti si toccano la giacca o ravanano nella borsa, finalmente uno risponde e comincia a parlare dei cazzi suoi urlando.
-famiglie con bambini. i bambini fanno il cazzo che vogliono, rompono il cazzo a tutti, urlano, strepitano, pretendono, esigono. e dagli una cazzo di sberla a ‘sto nano rompicoglioni!
-quei pochi che leggono qualcosa leggono solo giornali del cazzo. il preferito sembra essere CHI. non ho visto nessuno, non dico con micromega, ma neanche con il corriere.
-i manager con tenuta da manager hanno davanti solo dei cazzo di PC di merda che usano solo per fare una cosa: tante e belle tabelle excell. piene di numeri, di dati. solo questo?!? tutto qui?!? pensi solo ai soldi manager del cazzo?
-davanti a me una nobil donna anziana e tutta chic. chissà perchè pensavo potesse essere un baluardo di solida e antica educazione. le suona il telefono. suoneria nokia FORTISSIMA. suona per un bel po’. risponde, e anche lei si mette ad urlare, facendo conoscere anche a quelli dell’altra carrozza i cazzi suoi.
-affianco a me un marocchino (sono razzista? assolutamente no, non rompete il cazzo con questa cosa del razzismo, ho solo detto che è un marocchino, se avessi scritto che era giapponese mi avreste accusato di razzismo?), dicevo questo marocchino ha passato tutto il tempo a prendere dalla tasca dei pantaloni delle specie di semini, metterseli in bocca, masticarli a bocca spalancata e sputando alla fine l’avanzo sulla sua mano che poi si andava a pulire sui pantaloni, buttando il tutto per terra.
-due tipe affianco, alternative e mezza frikettone, hanno passato il tempo a parlare di quale nuovo tatuaggio fare e dove metterlo: una stella vuota sulle spalle? un simbolo orientale che vuol dire amore sul collo? un delfino sulla caviglia?
quindi, dal profondo del mio cuore, cari miei compagni di viaggio dei treni milano firenze e firenze milano di ieri venti giugno, andate tutti belli a cagare.
sprofondate nella vostra melma fatta di copie di CHI, di telefonini, di suonerie, di banalità da treno, di tatuaggi e di quant’altro.
chi sono io per erigermi contro tutto questo?
sono così molto meglio?
che diritto ho di fare il maestrino?
nessuno, ma come dico spesso io, non è che io sono meglio, io sono assolutamente normale, sono gli altri che sono molto molto peggio.
in fondo si sa, spesso amo le persone, ma ancora più spesso odio la gente…

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