beneficenza


6 Maggio 2003

alla parola beneficenza mi si accappona la pelle.
spesso e volentieri mi chiedono di partecipare a qualche iniziativa commerciale, in qualità di fotografo, il cui scopo ultimo dovrebe essere la beneficenza. e io dico sempre: NO! solo una volta ho fatto una cosa per amnesty, e sono un pò pentito.
mi spiego: va bene che sono un pezzo di merda, ma le disgrazie altrui mi sono a cuore, a volte anche molto, il fatto è che non penso che chi faccia della beneficenza “esibita” lo faccia con il vero intento di di aiutare i poveri bambini iracheni, ma lo fa soprattutto per aiutare sè stesso e il proprio ego.
esempio pratico: il cantante famoso e miliardario che corona il sogno della sua vita e, appassionato di calcio, finalmente riesce ad andare a giocare nel tempio di questo sport, a san siro, lui si diverte come un pazzo, dei poveracci pagano un salato biglietto per vedere il miliardario divertirsi, il miliardario non solo si diverte ma anche se la tira come salvatore dell’umanità e grande benefattore: qualcosa non quadra! dei poveracci pagano per vedere un miliardario che si diverte? e no! non ci siamo, questa non è beneficenza!
io parteciperò a quello spettacolo quando: il suddetto miliardario si presenterà in luogo pubblico, ma non in un bel posto, nella periferia milanese più squallida, prima di tutto firmerà un generosissimo assegno, almeno un milione di euro, e poi verrà frustrato davanti a tutti, oppure, chessò…pulisce le unghie a tutti quelli che passano. il giorno dopo la nostra pop star potrà senza problemi andare in televisione a vantarsi. solo allora approverò la beneficenza, ora no.
e la prova definitiva, di tutte le cazzate che vi racconto è questa: tutti questi signori che si vantano di tutta la beneficenza che fanno, secondo voi avranno mai fatto una donazione di sangue? io dico di no, anzi ne sono sicuro, vi vedete la rock star in questione che va all’avis per il prelievo, io proprio no: e quello è sicuramente un gesto tanto privato quanto profondo.
a proposito di avis, e a proposito di quanto sia stronza l’umanità (io per primo, lo sappiamo…), ma lo sapete che quando uno va a fare il prelievo la prima volta, gli fanno tutti gli esami, ovviamente gratuitamente, che poi vengono mandati a casa: se questi sono ok la persona è utilizzabile per il prelievo. il fattaccio è che moltissima gente, ammaliata dalla dolce parolina “gratis”, va a farsi fare il primo prelievo, si becca gli esami, e poi? e poi basta! all’avis non ci torna più! esami gratis! non ci crederete ma succede nel 50 per cento dei casi!
e io che tanto pontifico, va bene la beneficenza/show non la faccio (anche perchè chi mi chiama per giocare a san siro…), ma almeno la donazione del sangue l’avrò fatta?
purtroppo no! intanto perchè sono il pezzo di merda che sono e poi, viaggio troppo, e la prima cosa che ti chiedono è: stato in un paese tropicale negli ultimi sei mesi?

I correlati

a loro però evidentemente è...

24 Ottobre 2008