welcome back to italy


12 Novembre 2008

volo rio-parigi, con air france, tranquillo e beato.
arrivo a parigi e il mio alitalia che vado a cercare subito sugli schermi delle informazioni, risulta “cancelled”.
cancellato. soppresso. eliminato.
vado nel banco dei transiti per informarmi. mi dicono che in effetti, a causa dei vari casini in italia, il volo è stato cancellato.
ce ne sarebbe un’altro, sempre alitalia, che parte più o meno alla stessa ora. non va a linate ma alla malpensa, ma ovviamente io dico “bene/grazie/lo prendo”.
la gentile signorina telefona all’alitalia per farmi inserire in quel volo.
chiama.
e richiama.
scusandosi mi dice che nessuno risponde. nessuno.
riprova quindi in un’altra maniera, penso attraverso le prenotazioni dell’air france, e attraverso loro mi infila sul volo.
mi fiondo allora verso il check in, prendo la carta d’imbarco e vado verso il gate.
il volo sarebbe dovuto partire alle 13:30. alle 14:30 ancora non si muove nulla.
poco dopo appare la scritta sui tabelloni e ci si incomincia ad imbarcare.
in aereo non hanno tea e coca cola, ma pazienza.

arrivo a malpensa e mi metto sul nastro ad aspettare i bagagli.
aspetto.
e aspetto.
arrivano tutti ma non il mio.
vado dai bagagli smarriti e faccio denuncia. mi dicono, guardando il codice, che la mia valigia è rimasta a parigi.

solo con il mio zainetto esco e mi dirigo verso la stazione del trenino malpensa-milano cadorna.
all’entrata della “stazione” ci sono le macchinette automatiche per fare il biglietto e faccio il biglietto. usando la moneta, perchè non accettano carta di credito.
mi avvio quindi verso il binario e, solo allora, leggo un cartello che, a causa sciopero, il servizio è sospeso. il servizio è però garantito all’interno di una “fascia protetta”, alla fine del pomeriggio. a questa fascia protetta mancavano venti minuti e quindi decido di aspettare, per prendere il primo treno che sarebbe dovuto partire, che in effetti era segnato sui televisori come in regolare partenza.
aspetto
e aspetto. all’ora della prevista partenza nulla succede. nessun treno, nessun avviso. il deserto dei tartari.

mogio mogio mi avvio verso i taxi.
arrivo alla testa delle macchine in attesa e salgo sulla prima della fila.
partiamo e dopo poco l’autista riceve una telefonata dalla sua amante colombiana, equadoregna, argentina…non lo so…ma di lingua spagnola.
il tizio si mette allora a parlare in un maccheronico siculo/spagnolo. “meo amor” “te chiero” “come stas”…
andando sempre più veloce e parlando sempre più amorevolmente alla tipa.
e parla.
e parla.
finalmente mette giù, ma comincia ad andare come un pazzo, dovendo evidentemente correre dalla sua bella. sorpassa a destra. suona. impreca.
‘sto stronzo.

quando siamo partiti il tassista aveva inserito il tassametro. magari per un riflesso condizionato.
quando arriviamo però davanti al mio studio indica con il ditino il tassametro, che segnava 125 euro.
io però gli dico che mi sembra ci sia un accordo che stabilisce che la cifra malpensa/milano è fissa, di 80 euro.
“e già!” dice lui “mi dia 80 euro”.
gli do gli 80 euro, e lui sgommando parte verso la sua colombiana.

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